
L’evento, promosso da Re-Solution Hub, OnPlus, DVArea, BWT, Eneretica e Sportello Digitale, ha riunito relatori provenienti da realtà differenti — progettazione evidence-based, ingegneria e architettura, produzione energetica da biomassa, trattamento delle acque e consulenza di sostenibilità — accomunate da un tratto distintivo: aver fatto della sostenibilità un integrazione concreta nei propri modelli di business.
Ad aprire i lavori, Gaia Adami, Sustainability Consultant di Re-Solution Hub e moderatrice della serata, ha inquadrato il tema dell’incontro: la rigenerazione urbana non è costruire dal nuovo, ma guardare a ciò che già esiste — un palazzo, un quartiere, uno spazio abbandonato — e chiedersi cosa può diventare, come può tornare a servire le persone che lo vivono. Un approccio che cambia il modo di pensare la città e gli spazi.
Adami ha presentato i relatori come professionisti che, lavorando in diversi punti della filiera, avrebbero raccontato le proprie “scintille di innovazione” — prodotti, approcci e processi con cui rispondere in modo concreto e sostenibile alle esigenze attuali — tenendo accesa per tutta la serata una domanda guida: qual è l’innovazione che sta cambiando il modo in cui le persone vivono e usano gli spazi rigenerati?
Prima degli interventi tecnici, la parola è passata all’architetto Giuseppina Sordi, Direttrice Divisione Verde e Ambiente, Area Energia e Clima del Comune di Milano, per un saluto istituzionale. Sordi rappresenta AMAT, l’agenzia tecnico-scientifica del Comune di Milano che elabora i piani urbanistici, il Piano Aria e Clima e il Piano di Governo del Territorio, ed è il braccio operativo della città su mobilità, ambiente ed energia.
Il primo intervento tecnico è stato di Armando Casella, Founder e CEO di DVArea Società Benefit, studio di ingegneria e architettura specializzato in progettazione evidence-based, che mette dati ambientali, sociali e comportamentali al centro di ogni scelta progettuale.
Casella ha portato il tema degli edifici intelligenti predittivi: sistemi di calcolo capaci di ottimizzare l’uso delle risorse dell’edificio non su parametri statici, ma sulla base delle abitudini degli occupanti, delle condizioni ambientali e delle necessità reali di chi lo vive quotidianamente. Un approccio coerente con la filosofia evidence-based dello studio: la tecnologia genera valore quando riduce l’incertezza decisionale e si adatta alle persone, non il contrario — spostando la logica dell’efficientamento da un dimensionamento a priori a una gestione dinamica e predittiva dei consumi.
Marsilio Gusella, Co-Founder e Partner di OnPlus Società Benefit — hub integrato di servizi tecnici che copre l’intera filiera, dalla diagnosi preliminare del costruito alla progettazione fino alla gestione tecnica dell’intervento — ha presentato il caso studio del complesso residenziale di viale Cà Granda, a Milano nord tra Bicocca e Affori.
Il progetto ha mostrato come la riqualificazione energetica sia solo il punto di partenza di un processo più ampio. L’analisi è partita da una lettura urbana, non solo energetica: un lotto riconoscibile ma percepito come “non luogo” seriale, con un potenziale immobiliare compromesso dal degrado diffuso — ponti termici in copertura, infissi usurati, colature e rotture di facciata con possibili segnali strutturali.
Il metodo OnPlus si è sviluppato attraverso un approccio evidence-based in quattro fasi (raccolta dati, modellazione, progetto, verifica), che ha portato a un pacchetto di interventi integrati: facciata riqualificata, nuovi serramenti, copertura verde, impianto fotovoltaico, spazi verdi di mitigazione e una serra bioclimatica ricavata nelle rientranze del fabbricato, oltre a interventi di consolidamento statico su pilastri, murature e solai per garantire continuità d’uso durante i lavori.
Gli indicatori presentati per il caso Cà Granda: 62% di risparmio energetico, 52% di minore dispersione di calore, 30% di ricircolo d’aria, 72% di purificazione dell’aria, 85% di riduzione del rumore e una riduzione delle emissioni di CO₂ in tonnellate. Il messaggio conclusivo: la sostenibilità diventa credibile solo quando produce benefici tecnici, ambientali, sociali ed economici nello stesso progetto, con un effetto scala che si estende dall’edificio all’isolato, fino al quartiere.
Jürgen Korff, Founder & Presidente del Gruppo Eneretica Società Benefit — nato nel 1998 dall’idea di fare impresa a favore del pianeta e oggi holding di oltre 150 persone attiva anche nel progetto BHT (Best Heating Technologies) — ha portato la mappa energetica di Milano, ancora fortemente dipendente dal gas (50-60% del mix energetico complessivo), a fronte di una quota di rinnovabili limitata (3-8%).
A fronte di questo scenario, Korff ha presentato un progetto di valorizzazione energetica del verde urbano della Città Metropolitana di Milano: la città genera stimate 300.000 tonnellate/anno di residui verdi, trasformabili in circa 105.000 tonnellate/anno di cippato, con un potenziale energetico di ~280 GWh termici/anno (~32 MW termici equivalenti).
Il modello di business proposto segue una filiera circolare — verde, raccolta, cippatura, energia, servizio — capace di generare, secondo le stime presentate, un risparmio economico di 9-12 milioni di euro/anno, oltre a benefici in termini di riduzione dei costi di smaltimento e sviluppo di filiera locale, grazie a tecnologie a biomassa con filtro elettrostatico che riducono le emissioni a meno di 1 mg/Nm³. Gli utilizzi individuati spaziano da edifici pubblici e scuole a impianti sportivi, reti di quartiere e processi industriali.
Lorenzo Tadini, Direttore Commerciale di BWT Italia, gruppo austriaco leader mondiale nel trattamento dell’acqua (Best Water Technology) — con oltre 1,5 miliardi di euro di fatturato, presenza in 122 paesi e 13 centri R&D, oltre che padrone di casa dello showroom che ha ospitato l’evento — ha richiamato la centralità dell’acqua come elemento senza sostituti: “esistono alternative alla produzione di energia, ma non esistono alternative all’acqua”.
Tadini ha presentato la tecnologia OnePipe Pearlwater, che unisce in un’unica tubazione addolcimento e mineralizzazione dell’acqua di rete, riducendo l’uso di acqua in bottiglia e le relative emissioni di CO₂ da trasporto. L’intervento si è inserito in una strategia più ampia su tre pilastri — acqua da bere, tecnologia a idrogeno, responsabilità sociale d’impresa — che comprende anche il progetto b.WaterMISSION, con oltre 740 pozzi realizzati in Gambia e Tanzania a beneficio di circa 200.000 persone.
A chiudere il giro di interventi, Marco Ceruti, Founder e Presidente di Re-Solution Hub S.r.l. Società Benefit, realtà che ha promosso e organizzato l’evento in quanto parte dell’Alleanza per l’Aria e per il Clima di Milano. Re-Solution Hub opera come hub di consulenza, formazione e connessione tra imprese che vogliono integrare la sostenibilità come metodo all’interno di strategie e operations — il filo che, nei fatti, ha tenuto insieme i diversi contributi tecnici della serata.
Il filo che lega i quattro interventi tecnici richiama la stessa idea proposta in apertura: un edificio, un impianto o un sistema diventano davvero una “scintilla” quando cambiano non solo se stessi, ma il modo in cui un quartiere viene percepito, abitato e valutato dalle persone che lo vivono.
I lavori si sono conclusi con un momento conviviale, allietato dall’aperitivo a cura di Piero Gin, brand locale, made in Italy, di gin premium.