Green Week 2026 – Scintille di Innovazione Sostenibile

Eventi

L’evento, promosso da Re-Solution Hub, OnPlus, DVArea, BWT, Eneretica e Sportello Digitale, ha riunito relatori provenienti da realtà differenti — progettazione evidence-based, ingegneria e architettura, produzione energetica da biomassa, trattamento delle acque e consulenza di sostenibilità — accomunate da un tratto distintivo: aver fatto della sostenibilità un integrazione concreta nei propri modelli di business.

Ad aprire i lavori, Gaia Adami, Sustainability Consultant di Re-Solution Hub e moderatrice della serata, ha inquadrato il tema dell’incontro: la rigenerazione urbana non è costruire dal nuovo, ma guardare a ciò che già esiste — un palazzo, un quartiere, uno spazio abbandonato — e chiedersi cosa può diventare, come può tornare a servire le persone che lo vivono. Un approccio che cambia il modo di pensare la città e gli spazi.

Adami ha presentato i relatori come professionisti che, lavorando in diversi punti della filiera, avrebbero raccontato le proprie “scintille di innovazione” — prodotti, approcci e processi con cui rispondere in modo concreto e sostenibile alle esigenze attuali — tenendo accesa per tutta la serata una domanda guida: qual è l’innovazione che sta cambiando il modo in cui le persone vivono e usano gli spazi rigenerati?

Prima degli interventi tecnici, la parola è passata all’architetto Giuseppina Sordi, Direttrice Divisione Verde e Ambiente, Area Energia e Clima del Comune di Milano, per un saluto istituzionale. Sordi rappresenta AMAT, l’agenzia tecnico-scientifica del Comune di Milano che elabora i piani urbanistici, il Piano Aria e Clima e il Piano di Governo del Territorio, ed è il braccio operativo della città su mobilità, ambiente ed energia.

Progettazione evidence-based: dati, persone, ambiente

Il primo intervento tecnico è stato di Armando Casella, Founder e CEO di DVArea Società Benefit, studio di ingegneria e architettura specializzato in progettazione evidence-based, che mette dati ambientali, sociali e comportamentali al centro di ogni scelta progettuale.

Casella ha portato il tema degli edifici intelligenti predittivi: sistemi di calcolo capaci di ottimizzare l’uso delle risorse dell’edificio non su parametri statici, ma sulla base delle abitudini degli occupanti, delle condizioni ambientali e delle necessità reali di chi lo vive quotidianamente. Un approccio coerente con la filosofia evidence-based dello studio: la tecnologia genera valore quando riduce l’incertezza decisionale e si adatta alle persone, non il contrario — spostando la logica dell’efficientamento da un dimensionamento a priori a una gestione dinamica e predittiva dei consumi.

Il caso Cà Granda: da luogo di degrado a scintilla di rigenerazione urbana

Marsilio Gusella, Co-Founder e Partner di OnPlus Società Benefit — hub integrato di servizi tecnici che copre l’intera filiera, dalla diagnosi preliminare del costruito alla progettazione fino alla gestione tecnica dell’intervento — ha presentato il caso studio del complesso residenziale di viale Cà Granda, a Milano nord tra Bicocca e Affori.

Il progetto ha mostrato come la riqualificazione energetica sia solo il punto di partenza di un processo più ampio. L’analisi è partita da una lettura urbana, non solo energetica: un lotto riconoscibile ma percepito come “non luogo” seriale, con un potenziale immobiliare compromesso dal degrado diffuso — ponti termici in copertura, infissi usurati, colature e rotture di facciata con possibili segnali strutturali.

Il metodo OnPlus si è sviluppato attraverso un approccio evidence-based in quattro fasi (raccolta dati, modellazione, progetto, verifica), che ha portato a un pacchetto di interventi integrati: facciata riqualificata, nuovi serramenti, copertura verde, impianto fotovoltaico, spazi verdi di mitigazione e una serra bioclimatica ricavata nelle rientranze del fabbricato, oltre a interventi di consolidamento statico su pilastri, murature e solai per garantire continuità d’uso durante i lavori.

Gli indicatori presentati per il caso Cà Granda: 62% di risparmio energetico, 52% di minore dispersione di calore, 30% di ricircolo d’aria, 72% di purificazione dell’aria, 85% di riduzione del rumore e una riduzione delle emissioni di CO₂ in tonnellate. Il messaggio conclusivo: la sostenibilità diventa credibile solo quando produce benefici tecnici, ambientali, sociali ed economici nello stesso progetto, con un effetto scala che si estende dall’edificio all’isolato, fino al quartiere.

Il giusto mix energetico in contesto urbanistico

Jürgen Korff, Founder & Presidente del Gruppo Eneretica Società Benefit — nato nel 1998 dall’idea di fare impresa a favore del pianeta e oggi holding di oltre 150 persone attiva anche nel progetto BHT (Best Heating Technologies) — ha portato la mappa energetica di Milano, ancora fortemente dipendente dal gas (50-60% del mix energetico complessivo), a fronte di una quota di rinnovabili limitata (3-8%).

A fronte di questo scenario, Korff ha presentato un progetto di valorizzazione energetica del verde urbano della Città Metropolitana di Milano: la città genera stimate 300.000 tonnellate/anno di residui verdi, trasformabili in circa 105.000 tonnellate/anno di cippato, con un potenziale energetico di ~280 GWh termici/anno (~32 MW termici equivalenti).

Il modello di business proposto segue una filiera circolare — verde, raccolta, cippatura, energia, servizio — capace di generare, secondo le stime presentate, un risparmio economico di 9-12 milioni di euro/anno, oltre a benefici in termini di riduzione dei costi di smaltimento e sviluppo di filiera locale, grazie a tecnologie a biomassa con filtro elettrostatico che riducono le emissioni a meno di 1 mg/Nm³. Gli utilizzi individuati spaziano da edifici pubblici e scuole a impianti sportivi, reti di quartiere e processi industriali.

L’acqua come risorsa senza alternative

Lorenzo Tadini, Direttore Commerciale di BWT Italia, gruppo austriaco leader mondiale nel trattamento dell’acqua (Best Water Technology) — con oltre 1,5 miliardi di euro di fatturato, presenza in 122 paesi e 13 centri R&D, oltre che padrone di casa dello showroom che ha ospitato l’evento — ha richiamato la centralità dell’acqua come elemento senza sostituti: “esistono alternative alla produzione di energia, ma non esistono alternative all’acqua”.

Tadini ha presentato la tecnologia OnePipe Pearlwater, che unisce in un’unica tubazione addolcimento e mineralizzazione dell’acqua di rete, riducendo l’uso di acqua in bottiglia e le relative emissioni di CO₂ da trasporto. L’intervento si è inserito in una strategia più ampia su tre pilastri — acqua da bere, tecnologia a idrogeno, responsabilità sociale d’impresa — che comprende anche il progetto b.WaterMISSION, con oltre 740 pozzi realizzati in Gambia e Tanzania a beneficio di circa 200.000 persone.

 Connettere la filiera della sostenibilità

A chiudere il giro di interventi, Marco Ceruti, Founder e Presidente di Re-Solution Hub S.r.l. Società Benefit, realtà che ha promosso e organizzato l’evento in quanto parte dell’Alleanza per l’Aria e per il Clima di Milano. Re-Solution Hub opera come hub di consulenza, formazione e connessione tra imprese che vogliono integrare la sostenibilità come metodo all’interno di strategie e operations — il filo che, nei fatti, ha tenuto insieme i diversi contributi tecnici della serata.

Il filo che lega i quattro interventi tecnici  richiama la stessa idea proposta in apertura: un edificio, un impianto o un sistema diventano davvero una “scintilla” quando cambiano non solo se stessi, ma il modo in cui un quartiere viene percepito, abitato e valutato dalle persone che lo vivono.

I lavori si sono conclusi con un momento conviviale, allietato dall’aperitivo a cura di Piero Gin, brand locale, made in Italy, di gin premium.

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