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Cos’è il Green New Deal europeo?

Gli obiettivi sono tre:

  • Stop alle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050
  • Raggiungimento di una crescita economica dissociata dall’uso delle risorse
  • Coinvolgimento di tutti affinché nessuna persona e nessun luogo sia trascurato

Al fine di realizzare tutto questo, l’UE stanzierà dei fondi pari almeno a 100 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Questi strumenti di finanziamento saranno messi a disposizione dei soggetti e delle regioni più colpiti dal passaggio alla Green Economy.

Tutti i settori economici ed industriali saranno coinvolti: si tratta di una vera e propria rivoluzione. Ma quali sono le azioni concrete che verranno intraprese? Ce lo spiega direttamente l’UE:

  • “investire in tecnologie rispettose dell’ambiente
  • sostenere l’industria nell’innovazione
  • introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane
  • decarbonizzare il settore energetico
  • garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici
  • collaborare con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali

Green New Deal: opportunità o minaccia?

Alla luce di quanto scrive la Commissione Europea risulta evidente che molti, se non tutti, i settori dell’economia italiana ed europea saranno toccati dal Green New Deal. Si tratta di una minaccia o di un’opportunità?

La risposta è complessa. Da un lato, si tratta sicuramente di un’opportunità; dall’altro, c’è da dire che se essa non viene rapidamente colta si trasformerà in una minaccia mortale per tante aziende.

Per avere una risposta più specifica, ogni azienda dovrebbe fare un’analisi mettendo a sistema la sua realtà all’interno della propria filiera: dalle materie prime alla trasformazione, dalla distribuzione ai consumatori. Tutto entra di buon diritto in questa analisi. Noi di Re-Solution Hub abbiamo sviluppato un apposito sistema di check-up aziendale, Re-Up!, che ci consente di entrare in profondità in tutti i temi dell’azienda e capirne il posizionamento per suggerire innovazioni e soluzioni pratiche e concrete.

Oltretutto, va considerato anche che l’arrivo del Covid-19 ha fatto crescere più velocemente un nuovo tipo di Homo Sapiens, che potremmo definire “Homo Sapiens Eco-Digitale”. Il suo habitat naturale? La sensibilità ai temi dell’ambiente e del cambiamento climatico, uniti all’uso delle tecnologie. Questo nuovo essere umano, che sia uomo, donna, bambino/a o ragazzo/a sarà il protagonista della rivoluzione degli anni ’20 e ’30.

L’Homo Sapiens Eco-Digitale è inserito nelle aziende e ha una nuova visione della vita e del mondo. Negli ultimi anni ha abbracciato grandi cambiamenti nel suo stile di vita:

  • un nuovo modo di lavorare, il famoso Smart working che oggi è più che mai realtà;
  • un nuovo modo di acquistare, sempre più via Web;
  • ha cambiato e cambierà la sua mobilità verso soluzioni elettriche e a basso impatto ambientale;
  • è alla ricerca di un nuovo concetto abitativo (la rivoluzione energetica parte da case e aziende);
  • vive la sua la socialità anche attraverso i social network;
  • è soggetto ed oggetto della rivoluzione dei dati (Big Data);
  • utilizzerà l’Internet delle Cose.

Soprattutto, non vorrà vivere un’altra crisi economica derivante dal cambiamento climatico che potrebbe essere anche peggiore di quella da Covid-19.

Svariati miliardi verranno messi a disposizione, molti come fondo perduto ed altri come finanza agevolata. Tocca alle aziende di ogni dimensione farsi trovare pronte con dei progetti da sviluppare, anche perché questo tema ha il vantaggio di essere trasversale in tutta Europa e quindi darà nuova linfa alle iniziative più meritevoli. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: proprio per l’impegno di grande dimensione a livello europeo, chi starà fermo e non si farà trovare pronto avrà vita difficile.

Quali settori potranno approfittare del Green New Deal?

La risposta breve sarebbe “tutti”, ma cerchiamo di segnalarne alcuni in particolare:

  1. filiera della logistica
  2. filiera alimentare
  3. filiera dell’automotive
  4. filiera dell’edilizia
  5. filiera dell’energia
  6. commercio e reti distributive
  7. filiera dell’abbigliamento e della moda

Parliamo di filiera perché è necessario affrontare l’argomento con un’analisi strategica in cui andranno inseriti i tre livelli della sostenibilità: economico finanziario, responsabilità sociale ed ambientale. Solo dall’analisi congiunta di questi elementi potranno essere delineate strategie vincenti nel medio termine che soddisfino l’Homo Sapiens Eco-Digitale e le aziende che si dovranno prendere cura dei suoi nuovi bisogni.

Purtroppo la crisi da pandemia porterà molte aziende a lavorare sul brevissimo termine, ma è proprio in questi momenti che è necessario alzare la testa dal foglio e affrontare il tema della strategia di sviluppo di medio termine.

Per poter utilizzare i molti finanziamenti in arrivo non sarà sufficiente presentarsi con un’idea, ma sarà necessario aver predisposto un vero business plan economico e finanziario. È ora di sfatare il mito che non sia possibile definire un business plan pluriennale: se si vuole sviluppare un progetto di medio termine, si possono e si devono utilizzare gli strumenti del controllo di gestione.

Questo è uno dei nervi scoperti delle nostre PMI. In un’ottica positiva, si potrà cogliere questa occasione per far crescere la cultura aziendale e pianificare il futuro.

Accedere ai fondi del Green New Deal: come fare e da dove partire?

In breve, questi sono i passi che consigliamo di compiere:

  1. analisi dei rischi
  2. valutazione delle soluzioni che permettono di superare i rischi individuati
  3. coinvolgimento di tutti gli stakeholders
  4. progettazione di una nuova strategia di sviluppo
  5. redazione di un business plan economico e finanziario
  6. verifica degli strumenti di finanza agevolata e non che verranno messi a disposizione
  7. formazione delle persone all’interno dell’azienda per l’utilizzo di nuovi strumenti di analisi dei dati e di produzione
  8. implementazione del piano strategico
  9. analisi trimestrale dell’attuazione del piano deliberato

Attenzione: non si pensi di poter saltare qualche passaggio, il momento è troppo delicato per sbagliare le scelte. Il coinvolgimento di tutti gli stakeholders, l’analisi della filiera, dei concorrenti nazionali e non, la crescita della cultura aziendale a tutti i livelli, l’uso delle tecnologie più avanzate: nulla è più rinviabile, soprattutto perché la competizione si farà ancora più serrata.

Le PMI italiane hanno elevata capacità di reazione, ma devono far crescere la cultura dei collaboratori ed utilizzare le competenze esterne più qualificate per affrontare la rivoluzione del Green New Deal EU.

Sappiamo di avere un problema dimensionale e di passaggio generazionale in tante nostre aziende: è ora di affrontarlo in maniera sistematica. Le tecniche delle multinazionali, adattate alla realtà dimensionale e culturale italiana, devono entrare nei processi aziendali per migliorarli e completarli.

In sintesi il Green New Deal è una grande opportunità, ma tocca ai nostri imprenditori approfittarne per ammodernare le aziende e fare quel salto culturale ed organizzativo che non è più rinviabile.

Al Green New Deal EU si aggiunge il piano Next Generation EU, che porterà nuovi fondi per superare la pandemia. Sapete a quali capitoli di investimento dovranno essere dedicati questi fondi? Ancora agli stessi temi del Green New Deal.

Cari imprenditori: ora o mai più. Ora tocca voi, e a noi darvi una mano per essere più rapidi ed efficaci.