Sostenibilità e Monopoly. Imparare a gestire gli impatti prima che sia troppo tardi.

Il Monopoly, nato come satira della speculazione immobiliare, ci insegna che le prime scelte determinano il futuro della partita. All’inizio si tirano i dadi senza pensarci troppo, ma con il passare dei turni ogni scelta pesa e l’assenza di una strategia ci espone all’acquisto di terreni molto poco redditizi, tasse da pagare e imprevisti da affrontare.

Definire una strategia a priori diventa quindi fondamentale, che questa sia raccogliere terreni a buon mercato su cui investire o tenersi tutto, per assicurarsi la famigerata combinazione Parco della Vittoria + Viale dei Giardini.

Nelle realtà aziendali la sostenibilità sta giocando una partita simile.
Gli impatti ambientali, sociali ed economici stanno crescendo a un ritmo tale da rendere inefficace un intervento tardivo. Rimandare le decisioni sulla sostenibilità equivale a sperare che un tiro di dadi risolva le conseguenze del cambiamento climatico, delle disuguaglianze sociali o delle crisi geopolitiche.

È Il momento di prepararsi ad evitare o assorbire i rischi (Imprevisti) e sfruttare le opportunità (Probabilità), prima che il continuo cambiamento del contesto, del settore e dei mercati ci faccia precipitare in “prigione”. 

Impatti ambientali: il rischio climatico e l’esposizione delle aziende

Le imprese sono sempre più esposte agli impatti fisici del cambiamento climatico: danni causati da eventi estremi (alluvioni, ondate di calore, siccità) o da processi di lungo periodo, magari indiretti, come l’innalzamento del livello del mare o delle temperature. Questi fenomeni compromettono infrastrutture, intere catene di approvvigionamento e produttività, generando costi elevati e interruzioni operative.

Accanto ai rischi fisici ci sono i rischi di transizione, dovuti all’adattamento verso un’economia a basse emissioni di carbonio: normative sempre più stringenti, evoluzione tecnologica e cambiamenti nelle preferenze dei consumatori possono ridurre il valore di asset obsoleti e aumentare i costi di adeguamento.
Un’azienda che non si attrezza potrebbe subire perdite finanziarie importanti o essere esclusa da mercati più attenti alle questioni di sostenibilità. 

Impatti economici: supply chain e continuità operativa

La globalizzazione ha reso le catene di fornitura interconnesse e vulnerabili. Nel 2024 quasi l’80 % delle aziende ha subito interruzioni della supply chain, spesso causate da inadempienze dei fornitori, instabilità geopolitica o eventi ambientali. Una singola interruzione può provocare ritardi diffusi, aumento dei costi e danni reputazionali. Per mantenere la continuità operativa, le imprese devono identificare le vulnerabilità, rafforzare i rapporti con i fornitori e adottare strategie di mitigazione dei rischi.

La Business Continuity diventa quindi un processo strategico: significa identificare i processi critici, definire piani di emergenza, testare e aggiornare periodicamente le misure, e predisporre strategie di ripresa per le attività essenziali. Integrare i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) in queste valutazioni rafforza la resilienza: una scarsa coerenza con i valori sostenibili può mettere a rischio la continuità stessa. L’incapacità di gestire proattivamente gli impatti del cambiamento climatico lungo l’intera catena di fornitura aumenta il rischio di interruzioni operative. 

Impatti sociali e reputazionali: fiducia dei consumatori e attrazione dei talenti

I consumatori e gli investitori stanno premiando le aziende impegnate nella sostenibilità: secondo un rapporto Nielsen del 2022, l’85 % dei consumatori globali preferisce acquistare da imprese con pratiche sostenibili. Questo comportamento si traduce in una maggiore fidelizzazione e, secondo Harvard Business Review, in rendimenti del 5‑10 % superiori per le aziende che investono in sostenibilità. Allo stesso tempo, un sondaggio Deloitte del 2023 mostra che il 76 % dei Millennials e l’83 % della Generazione Z desiderano lavorare per aziende con un forte impegno sociale: adottare politiche responsabili contribuisce quindi a trattenere talenti e a migliorare la produttività. 

Anche sul fronte operativo la sostenibilità porta benefici: ridurre gli sprechi e utilizzare energie rinnovabili può diminuire i costi energetici del 20 %, mentre le aziende che integrano la sostenibilità nella loro strategia riducono del 30 % il rischio di sanzioni e controversie. 

Misurare e gestire gli impatti: linee guida per una strategia

Per prepararsi al meglio e poter essere in grado di guidare il processo e non subirlo, è essenziale predisporre di un piano di mappatura degli impatti e dei rischi correlati.  
La sostenibilità, oltre alla rendicontazione, richiede metodo e strumenti adeguati.  
 
Impact e risk assessment 
Diverse organizzazioni stanno integrando nel proprio sistema di gestione del rischio un processo di identificazione, valutazione e misurazione dei rischi fisici, di transizione, reputazionali legati a questioni ambientali e sociali, nel breve, medio e lungo termine. Questo approccio consente di definire limiti e indicatori chiave per garantire continuità ai business.  
 
Integrazione criteri ESG 
Considerare i criteri ambientali, sociali e di governance all’interno dei piani di continuità operativa permette di sviluppare piani più solidi e completi e di rafforzare la fiducia di clienti, investitori e dipendenti. 

Qual è la tua strategia?

L’andamento aziendale attuale non è un tavolo da gioco lineare. Gli impatti ambientali, sociali ed economici sono interconnessi e, se ignorati, possono portare al fallimento dei modelli di business.  

Il Monopoly ci ricorda che le decisioni prese nei primi turni determinano il risultato finale: allo stesso modo, scegliere ora di integrare la sostenibilità nella strategia aziendale – misurando gli impatti, gestendo i rischi, definendo piani di sviluppo e comunicando in modo trasparente – è l’unico modo per non lasciare le nostre aziende in balia degli accadimenti futuri correlati a crisi climatica, interruzioni della supply chain o pressioni reputazionali da parte degli stakeholder. 

Per prosperare nel lungo periodo occorre abbandonare la logica del “dove capito, compro”.
È necessario sviluppare una strategia di sostenibilità integrata: valutare gli impatti ambientali, sociali ed economici, misurare i rischi climatici, coinvolgere gli stakeholder e implementare politiche che garantiscano la solidità del business.  

La domanda finale, quindi, resta: qual è la tua strategia per affrontare il rapido cambiamento? Sarai un giocatore che pianifica a lungo termine, o continuerai a lanciare i dadi sperando di non finire su un terreno già popolato di casette colorate?
Tra gli innumerevoli strumenti disponibili qual è la chiave di lettura che riesce a unire gli sviluppi ambientali, sociali e politici della tua azienda e del contesto che la circonda?

Fonti

Intesa Sanpaolo – Gestione dei rischi ESG e climatici.
Green Marketing Italia – Triple bottom line: cos’è e cosa c’entra con la sostenibilità.
EcoVadis – Rischio della catena di fornitura: buone prassi per operazioni sostenibili.
ESG360 – Quando la Business Continuity incontra i parametri ESG?.
Cerved – Come si valuta il Climate Change Risk di un’impresa?